ALBERI MONUMENTALI

Populus nigra -  Fam. Salicacee - foto1 - foto2 - Robbiano di Giussano

Coordinate: (45.70457, 9.22238)
Albero bicormico di buone dimensioni con
circonferenza di circa 530 cm
altezza: circa 35 metri
Età presunta: oltre 200 anni - Attenzione! La cavità nel tronco, ben visibile nella foto, ospita tutt'ora un nido di vespe di grosse dimensioni.

Salix alba - foto1 - Fam. Salicacee - Robbiano di Giussano

Coordinate: (45.70498, 9.22155)
L'albero si apre in tre tronchi all'altezza di 1m circa, per cui la circonferenza calcolata è la somma delle tre rispettivamente di:
228+195+214 per un totale di 630 cm
Altezza: 21 metri circa
Età presunta: 200-250 anni

Il ciliegio di Besana (45.71148, 9.25671) ovvero uno straordinario spettacolo della Natura. Albero monumentale di grande (e raro) sviluppo arboreo per un ciliegio, dovuto alla presenza di più tronchi e che illumina di bianco il paesaggio durante la fioritura. Negli ultimi anni, la sua fama lo ha fatto diventare meta di una sorta di "pellegrinaggio naturalistico" per chi lo vuole ammirare in tutta la sua splendida, candida bellezza.
Età presunta: 100 anni
Video: Il ciliegio

 

Come sono state fatte le misure

La circonferenza è stata misurata all'altezza di 130 cm da terra. Per la misura dell'altezza è stato utilizzato il clinometro autocostruito che utilizza i criteri di similitudine dei triangoli e il clinometro angolare. Questi sistemi si prestano bene al lavoro con studenti per applicare sul campo le nozioni di geometria (e perché no, di semplice trigonometria?) presenti nei curricola della scuola secondaria di primo grado.

Uso del clinometro nel progetto Censi...enti

Grazie all'amico Maurizio Sem per la collaborazione, la pazienza, i consigli preziosi.

 

Nel Parco della Valle del Lambro esistono ancora, qua e là disseminati, alberi di una certa dimensione che nel contesto della vegetazione odierna, assai depauperata a causa di avvenimenti storico-economici, possiamo definire monumentali. Va subito detto che non esiste una regola assoluta per definire un albero monumentale. Il primo e più evidente parametro è la dimensione dell’albero: un tronco del diametro di un metro e oltre, rivela con ogni probabilità un soggetto monumentale. Ma anche alberi di dimensioni minori possono essere monumentali, soprattutto se si tratta di specie a lento accrescimento.
E' mio personale giudizio (ma non solo) definire monumentali alberi che abbiano una circonferenza a petto d'uomo (130 cm circa) di 4 metri e oltre, perché nel nostro contesto storico e paesaggistico, alberi di queste dimensioni non sono facili da reperire e testimoniano certamente una vita secolare. Bisogna poi tenere conto anche delle caratteristiche morfologiche ed ecologiche in cui si trova a vegetare l'albero, perché se è relativamente facile che un cedro o una quercia possano raggiungere e superare questa misura, difficilmente lo potrà fare un carpino o un frassino, o un tasso, magari secolari.

In altre regioni d'Italia o d'Europa in cui le foreste hanno subito meno devastazioni, (penso ad alcune regioni dell'Italia centrale o alla Francia e alla Spagna) il valore può certamente essere spostato in avanti; in Francia, è facile trovare nelle piazze di paese platani con circonferenze di 5/6 metri, ma qui da noi, circonferenze di 4 metri e oltre sono una dote preziosa.
Il Parco di Monza con gli annessi Giardini Reali, contiene un discreto numero di essenze di una certa dimensione, con l'ulteriore vantaggio che il visitatore che volesse conoscerli per fotografarli e/o semplicemente ammirarne la bellezza, lo può fare con una certa facilità - a maggior ragione se è dotato di una bicicletta - dovendosi spostare solo all'interno delle mura del parco. Penso anche che esista un censimento delle essenze del Parco, non so quanto aggiornato, in cui è facile identificare le specie di una certa dimensione.

In ogni modo, per la definizione di albero monumentale, si è dovuto attendere fino al 2013 e poi il successivo D.M del 2014 per avere una legge dello Stato che definisce le linee guida per le quali un albero si può definire monumentale, ovvero: "esempio di maestosità e longevità o, per rarità botanica, o per valore ecologico o quale preciso riferimento ad eventi o memorie storiche, culturali o delle tradizioni locali".  
Vorrei sottolineare che fino al 2008 non esisteva in alcuna legge di tutela la definizione di albero come oggetto di conservazione perché ritenuto portatore di bellezza, pregio storico, ambientale ecc.

La Legge n° 10 del 14/01/2013, "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” disciplina, all’articolo 7, le disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, ovvero quegli alberi che per età, dimensione, specie botanica, valore paesaggistico o per un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti da un punto di vista storico e culturale, sono considerati meritevoli di una tutela speciale. La legge, finalmente, attribuisce  loro personalità giuridica e contiene le relative pene pecuniarie (da 5.000 a 100.000 Euro) per chi li dovesse danneggiare o, ancor peggio, abbattere.

Il D.M. attuativo della legge che definisce gli alberi monumentali e inoltre, l'elenco delle specie monumentali in Lombardia

 

 

 

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Gli alberi monumentali del Parco Reale di Monza
Il Parco di Monza - video

1) Liriodendron tulipifera L. - Fam. Magnoliacee - foto albero - circonf.za - foglia - fiore1 - fiore2

Coordinate geografiche: 45.505, 9.27529
Poco oltre la Cascina Fontana (direzione del Parco)
Nome comune: albero dei tulipani
Circonferenza: 460 cm
Altezza: 42 metri circa
Età presunta: 200 anni
Fioritura: maggio - giugno

Specie alloctona originaria del Nord America, introdotta in Europa intorno al 1750 per la bellezza dei fiori che appunto richiama la forma dei tulipani, e per la particolare forma delle foglie, concave alla sommità. Albero che può raggiungere e sorpassare i 50 metri. Nel Parco Reale e nella Villa Reale si trovano numerosi esemplari. Lungo il viale Cavriga, oltre il ponte sul Lambro, in direzione est (Villasanta), è degno di nota il rondò dei tulipani, slargo a forma di cerchio formato da numerosi esemplari di Liriodendron.

2) Quercus rubra L. - Fam. Fagacee - Albero1 - Albero estate - albero inverno - tronco - foglia - ghianda - circonf.za

Coordinate: (45.62758, 9.28000)
Luogo: nei pressi di Cascina Costa Bassa

Nome comune: quercia rossa
Circonferenza: 520 cm circa
Altezza: 32 m circa
Età presunta: 200 anni
Specie alloctona del Nord America, introdotta nei giardini per il bel fogliame rosso autunnale e perché di rapida crescita rispetto alle querce autoctone. Molto usata anche per alberature stradali. Nel parco di Monza costituisce una delle essenze più diffuse, soprattutto come contorno alle strade ed ai sentieri. L'esemplare fotografato è facilmente vedibile perché posto nelle adiacenza della Cascina Costa Bassa al bordo di un breve sentiero che porta verso la pista dell'autodromo.

3) Juglans nigra L. - Fam. Juglandacee - Albero - foto2 - tronco - foglia - fiore - frutto - circonf.

Coordinate: (45.60928, 9.28065)
Luogo: Lungo viale Vedano
Nome comune: noce nero
Circonferenza: 520 cm circa
Altezza:34 m
Età presunta: 200 anni
Fioritura: aprile-maggio
Specie alloctona del Nord America importata nel XVII secolo. Albero che può raggiungere notevoli altezze nelle zone d'origine. Foglie composte, decidue, imparipennate. Il frutto ha un esocarpo di gradevole profumo, mentre l'endocarpo contiene un frutto (gheriglio) commestibile ma poco gradevole. Specie impiegata per alberature stradali, parchi e giardini.

4) Platanus acerifolia - Fam. Platanacee - foto albero - foglie - frutto - circonferenza

Coordinate geogrfiche: (45.59321, 9.28710)
Luogo: Ex zona agraria lungo il sentiero che corre presso il muro di confine con il Santuario della Madonna delle Grazie
Nome comune: Platano ibrido
Circonferenza: 510 cm
Altezza:39 m
Età presunta: 200 anni
Specie ottenuta dalla ibridazione di P. occidentalis e P. orientalis, due specie divise dall'Oceano atlantico per milleni , ma avendo portamento e fisiologia simili, hanno creato facilmente ibridi quando vennero a contatto tra loro e, questo sembra sia avvenuto in Spagna attorno al 1600. Poiché
è specie resistente sia al caldo che al freddo e all'inquinamento atmosferico, viene impiegato con frequenza come alberatura stradale.

5) Aesculus hippocastanum - Fam. Sapindacee - albero in inverno - estate - tronco - fiore - frutto - seme - circonferenza

Coordinate geografiche: (45.60419, 9.28516)
Luogo: scuderie dietro il Villa Mirabello ai piedi della scarpata.
Nome comune: castagno d' India
Circonferenza: 620 cm
Altezza: 30 m
Età presunta: coevo del Parco. E' un albero di grandi dimensioni, dal portamento elegante, e per questo molto diffusa nei giardini e nei parchi. Originario dell'Europa balcanica e caucasica. Ha una buona resistenza al freddo ma mal sopporta l'inquinamento atmosferico. Caratteristiche le grandi foglie, composte in genere da 5/7 foglioline non completamente formate. Infiorescenza a forma piramidale normalmente di colore bianco, con macchie rosse e gialle, molto appariscente e spettacolare. Nel parco esistono anche alcune specie con infiorescenza rosa. Produce grandi frutti formati capsule rotonde e verdastre, munite di corti aculei, che si aprono in tre valve e contengono uno o più semi di colore bruno lucido che prendono il nome di castagne matte. Gli ippocastani di tutto il nord Italia sono interessati da anni dal fenomeno del seccume fogliare che si manifesta nel pieno dell'estate ed è imputabile a diversi fattori, sia ambientali - soprattutto rappresentati dai gas di scarico generati da ogni tipo di combustione (autoveicoli, industrie, riscaldamento) - che fitopatologici, dovute alla presenza di un lepidotterio, la Cameraria ohridella, fitofago giunto a noi dall'Austria e segnalato nel 1997.

6) Taxodium distichum - Fam. Taxodiacee - Albero estate - albero autunno - foglia1 - foglia-autunnale - pneumatofori

Coordinate geografiche: (45.60061, 9.28823)
Luogo: lungo la riva sinistra del Lambro, all'altezza del ponte Cavriga il sentiero annovera circa 20 splendidi esemplari.
Nome comune: Cipresso calvo
Circonferenza: 250 cm
Altezza: 25 m circa
Età presunta: coevo del Parco
Albero originario delle zone paludose o salmastre degli Stati Uniti sud orientali. Il Taxodium è stato uno delle prime specie americane importate in Europa, nel 1640. Si differenzia dalle altre conifere perché durante l'inverno perde le foglie, donde il nome comune. Le foglie assomigliano a quelle del Tasso (Taxodium) e durante il foliage autunnale assumono una spettacolare colorazione rosso-mattone.  Numeroso esemplari si trovano anche nel laghetto dei giardini reali. Vive abitualmente in zone acquitrinose e povere di ossigeno, grazie ad una particolarità del suo apparato radicale: l'ossigeno necessario viene catturato da radici aeree dette pneu matofori che spuntano in verticale dal terreno. L'altezza di queste propaggini è in funzione della ricchezza di ossigeno del suolo. Se ben drenato le radici non compaiono affatto, se anossico, possono raggiungere l'altezza di 3 metri. Questa sua capacità di vivere in ambienti umidi e la bellezza autunnale lo ha reso albero privilegiato per ornare le sponde di laghi e fiumi.
 

7) Platanus acerifolia - Fam. Platanacee - foto inverno - estate - settembre-2005* - ottobre-2008* - settembre-2012* - ottobre-2014aprile-2015* - agosto-2015* - dicembre-2017 - circonferenza - radici

Coordinate geografiche: (45.60655, 9.29606)
Luogo: riva sinistra del Lambro lungo la strada Mulini asciutti
Nome comune: platano
Circonferenza: 600 cm
Altezza:38 metri circa
Età presunta: 300 anni
La storia di questo platano è interessante, per almeno due motivi: si tratta forse dell'albero più imponente tra i giganti del Parco e probabilmente deve la sua preponderante grandezza sia all'età, sia al fatto di avere le radici lungo il fiume, circostanza che gli ha garantito disponibilità di acqua illimitata e quindi una crescita costante, senza le interruzioni legate a fattori climatici.
Di questo albero esiste una sequenza fotografica - a partire da 2005 - che testimonia come l'albero "guarisca" una profonda ferita nel tronco. L'apertura era così ampia che nel suo interno la gente aveva buttato, con il tipico senso civico che la contraddistingue, plastica, carta e altro. La ferita è stata progressivamente chiusa dalla crescita annuale del cambio, e testimonia come l'albero sia immobile, nel senso che non è dotato di movimento, ma in crescita continua; ogni anno aumenta la propria circonferenza di 2/3 cm. La cicatrizzazione si è completata nell'estate del 2015 ed oggi è irriconoscibile ...
*per gentile cortesia di Claudio Riboldi

8) Populus nigra - Fam. Salicacee - foto inverno - foto estate - foglia - corteccia - circonferenza.

Coordinate geografiche: (45.60338, 9.29051)
Imponente albero nascosto nella vegetazione che contorna la riva destra del fiume. Come tutte le salicacee, i pioppi amano l'acqua, e gli esemplari più maestosi vegetano in condizioni ottimali quando le loro radici ne hanno disponibilità continua. Nel parco questa condizione è soddisfatta per i pioppi e per le altre specie che crescono adiacenti le rive del Lambro. L'albero in oggetto raggiunge una notevole altezza e lo classifica forse come l'albero più alto del Parco. Probabilmente questo è dovuto alla competizione per la luce con gli alberi circostanti, poiché il pioppo solingo tende ad assumere una forma meno alta e più espansa. Questo record però si può apprezzare solo in inverno, quando il bosco spoglio lo rende visibile.
Luogo: sentiero costeggia la riva destra
Nome comune: pioppo
Circonferenza: 470 cm
Altezza: 50 metri circa
Età stimata: 250 anni circa

Cedrus libani - Fam. Pinaceee - luogo - foto albero - circonferenza

Coordinate geografiche: (45.604, 9.283)
Si tratta di un Cedro di riguardevoli dimensioni posto nello spazio verde antistante la villa Mirabello. Ha subito diverse importanti mutilazioni a carico sia dei rami che della cima, chiaramente amputata, con un evidente squarcio nella corteccia, imputabile forse a un fulmine. La circonferenza misurata a 130 cm, è di oltre 5,40 metri.
 

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